PILLOLA nr.22

Gomma

Ieri sono andato al concerto di Giovanni Allevi. Giovanni Allevi che è mio coetaneo, come abbiamo controllato sull’internet subito dopo, ma che sembra molto più giovane. In realtà sembra un fumetto, o meglio, a me sembra un fumetto, un fumetto di gomma, nascosto sotto una cascata di riccioli neri. Me l’aspettavo proprio così, come avevo sbirciato sui canali di you tube, e, d’accordo, non è Keith Jarret e non siamo a Colonia siamo a Legnano, e non siamo nemmeno in Nuova Zelanda, su una spiaggia deserta e spazzata dal vento, ma ci sono stati molti tentativi di trascinamento, ma che mi sono sembrati un po’ timidi, un po’ brevi. Sarà che, a mio giudizio, la qualità e sopratutto il volume del suono non erano sufficienti, a dispetto dell’entusiasmo e del talento di Giovanni Allevi. Va detto che a volte in un bar io non riesco a sentire la persona che ho di fronte, tanto è alto il volume in certi bar, ecco, lì in una sala di teatro sentivo il brusio, i commenti delle persone e uno, un paio di file dietro me che cercava una gomma da masticare dalla sua bella. Io vado ad un concerto e voglio essere assorbito completamente dalla musica, e, se in teatro non trovo la giusta misura, mi rimane un senso di incompiutezza. E mi dispiace molto per Giovanni Allevi, tenerissimo e a tratti davvero commovente, perché è uno di quelli che vorresti abbracciare, e lui lo stesso con voi. Ecco, mi dispiace per tutti i suoi tentativi e tutto il cuore che ci ha messo, ma, accidenti, bastava davvero poco per rendere una palla di neve una valanga. Poi siamo usciti e, come si usa, siamo andati a bere qualcosa. Alla fine, in coda alla cassa, qualcuno seduto a un tavolino vicino, stava raccontando di un film di Franco e Ciccio, Franco e Ciccio che andavano in un ristorante, e che mangiavano all’impossibile, ordinando di tutto, dall’antipasto al dolce, e, niente, abbiamo pagato e sono uscito, rimanendo un’altra volta con quella sensazione di incompiutezza. Volevo sapere se anche Franco e Ciccio avessero pagato il conto al ristorante, come andava a finire. Volevo farmi travolgere dalle emozioni, c’erano tutti i numeri, c’era tutta la qualità, ma non potevo sentire. Non potevo sentire “mi dai una gomma” in un momento di piano, suonato piano, perché era un concerto di pianoforte, e un po’ si suona piano, e un po’ si suona forte, una gomma, una gomma da masticare, in un concerto di Giovanni Allevi, un fumetto, un fumetto di gomma.

PILLOLA nr.21

RADIO

Quando ho detto che la radio nuova che ho preso costava qualcosa comecinquanta pacchetti di sigarette, ecco, in qualche modo, era come se cercassi di giustificare un simile investimento. Giustificazione impossibile visto che oggi esistono radio che costano come un pacchetto di sigarette. Giustificazione impossibile per una radio mono, intendo mono non stereo con due casse che emettono segnali differenti, in stereofonia, appunto. Una radio senza nemmeno chessò, cinque tastini per memorizzare le frequenze preferite, ma una grossa manopola, per selezionarne una alla volta. Cinquanta pacchetti di sigarette, ed, evidentemente, ero anche in imbarazzo a dirlo, e i sorrisini che incontravo non mi aiutavano certo  a far svanire i sensi di colpa ne tantomeno a a giustificare con una logica razionale l’acquisto, così da rendersi necessario classificare la spesa come sfizio, per placare la coscienza e sentirmi vivo e consapevole di una scelta irrazzionale, io, che non fumo nemmeno.

PILLOLA nr.20

MULTITASKING
Dal solito Alessandro Baricco, I BARBARI,Saggio sulla mutazione,Fandango Libri, Roma 2006.
“….Adesso prendete un bambino di oggi e cercate la noia, nella sua vita. Misurate la velocità con cui la sensazione di noia scatta in lui, appena gli rallentate intorno il mondo. …..Nel suo piccolo è già come la bicicletta: se rallenta, cade. Ha bisogno di un movimento costante per avere l’impressione di fare esperienza. Nel modo più chiaro ve lo farà capire appena sarà in grado di esibirsi nel più spettacolare surfing inventato dalle nuove generazioni: il “multitasking”. Sapete cos’è? Il nome gliel’hanno dato gli americani: nella sua accezione più ampia definisce il fenomeno per cui vostro figlio, giocando al Game Boy, mangia la frittata, telefona alla nonna, segue un cartone alla televisione, accarezza il cane con un piede, e fischietta il motivetto di Vodafone. Qualche anno e si trasformerà in questo: fa i compiti mentre chatta al computer, sente l’iPod*, manda s.m.s., cerca in Google l’indirizzo di una pizzeria e palleggia con una palletta di gomma. Le università americane sono piene di studiosi che stanno cercando di capire se sono dei geni o dei fessi che si stanno bruciando il cervello.”
Forse quel bambino era proprio il figlio di Michele Serra che qualche anno dopo scrive:
“Eri sdraiato sul divano, dentro un accrocco spiegazzato di cuscini e briciole. Annoto con zelo scientifico, e nessun ricamo letterario. Sopra la pancia tenevi appoggiato il computer acceso. Con la mano destra digitavi qualcosa sullo smartphone. La sinistra, semi-inerte, reggeva con due dita, per un lembo, un lacero testo di chimica, a evitare che sprofondasse per sempre nella tenebrosa intercapedine tra lo schienale e i cuscini, laddove una volta ritrovai anche un würstel crudo, uno dei tuoi alimenti prediletti. La televisione era accesa, a volume altissimo, su una serie americana nella quale due fratelli obesi, con un lessico rudimentale, spiegavano come si bonifica una villetta dai ratti. Alle orecchie tenevi le cuffiette, collegate all’iPod occultato in qualche anfratto: è possibile, dunque, che tu stessi anche ascoltando musica.

Non essendo quadrumane, non eri in grado di utilizzare i piedi per altre connessioni; ma si capiva che le tue enormi estremità, abbandonate sul bracciolo, erano un evidente banco di prova per un tuo coetaneo californiano che troverà il modo di trasformare i tuoi alluci in antenne, diventando lui miliardario in poche settimane, e tu uno dei suoi milioni di cavie solventi.”
Michele Serra, GLI SDRAIATi, Feltrinelli, © Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano , Prima edizione nella collana “I Narratori” novembre 2013