PILLOLA nr.29

Bruce Chatwin

“…Nel 1962 – sei anni prima che gli hippies lo rovinassero (spingendo gli afghani istruiti tra le braccia dei marxisti) – si poteva partire per l’Afghanistan con le stesse aspettative, diciamo, di un Delacroix diretto ad Algeri. Per le strade di Herat si vedevano uomini con vertiginosi turbanti passeggiare mano nella mano, una rosa in bocca e i fucili avvolti in chintz a fiori. Nel Badakhshan si poteva fare un picnic su tappeti cinesi e ascoltare il canto del bulbul. A Balkh, la Madre delle Città, chiesi a un fachiro la strada per il santuario di Hadji Piardeh.
Non lo conosco mi rispose. Dev’essere stato distrutto da Genghiz…”

da Lamento per l’Afghanistan, nella raccolta
Bruce Chatwin, Che ci faccio qui? Adelphi

già nella prefazione di
Robert Byron, La via per l’Oxiana, Adelphi

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