PILLOLA nr.35

UN TUFFO NEL PASSATO

Ieri sono andato al Mazzini. Il mazzini è un hotel con un buon ristorante. Il ristorante era pieno, erano rimasti due tavolini vuoti. La prossima volta voto Berlusconi. Vi ricordate “… la crisi non esiste, i ristoranti sono tutti pieni…”. Tutti non lo so, il Mazzini si, e mi scoccia dargli ragione, anche solo per un po’. Entrare al Mazzini è come fare un tuffo nel passato, non solo per l’ambiente, rimasto inalterato negli anni, per il cocktail di gamberi con la salsa rosa, per il personale elegante, professionale, diversamente giovane, diciamo, e, insomma, si respira un’aria decisamente anni settanta.
Ho mangiato bene, abbiamo mangiato bene, poi abbiamo ordinato il dolce. Il dolce era il gelato con i frutti di bosco. Sopra il gelato con i frutti di bosco campeggiava la bandierina olandese. Non so se vi ricordate le bandierine di carta incollate agli stuzzicadenti, ecco, proprio loro. E non credo sia stato per la sincronicità con la partita che  la nazionale olandese di calcio, stesse giocando con la nazionale spagnola ai mondiali in Brasile, ma credo piuttosto che sia una precisa scelta stilistica, il decoro, intendendo con decoro l’abbellimento, il tocco di grazia, il particolare estetico che distingue e valorizza il piatto. Tutto bene, ci mancherebbe altro, se non fosse che quel tipo di bandierine, non si trovi più nemmeno alla Metro, self service all’ingrosso. Adesso, facendo un semplice ragionamento, dovrei abbinare il concetto di magazzino sovradimensionato, ad ampie scorte ben riposte negli scaffali, tra le merci indeperibili, sotto la dicitura decori. Ma, come spesso mi accade, la logica abbandona il campo lasciando spazio ad un improbabile modus operandi, e, inevitabilmente, mi viene in mente il mio amico, che, per non concedere alcun indizio al Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma dei Carabinieri, chiameremo Rocco. Ebbene, Rocco mi raccontava, che, nel periodo in cui faceva l’aiuto cuoco in una pizzeria della zona, gli era stata assegnata la particolare mansione di “resciuscita cozze”. In sostanza, una volta che in cucina rientrava chessò, un piatto di spaghetti allo scoglio, nel caso eventuale che il piatto stesso non fosse stato gradito, in tutto, o in parte, compito del nostro amico era quello di rintracciare e selezionare il materiale edibile classificato come Mytilus galloprovincialis, tentare un recupero estremo, rianimandolo sotto un forte getto di acqua corrente,e, una volta sinceratosi del buon esito della disperata manovra, gettarlo nuovamente nel pentolone del sugo.
Non stò scrivendo di queste pratiche certo per mettere in cattiva luce l’operato del nostro amico Rocco, ne tantomeno per una vendetta tardiva, come se dovessi ritorcermi contro di lui, a distanza di parecchi anni, solo per il fatto che ammise l’insana pratica, quando avevamo quasi finito gli spaghetti allo scoglio, nel medesimo ristorante in cui aveva lavorato fino a qualche mese prima. Scrivo di questa pratica perché le bandierine di carta incollate agli stuzzicadenti, sono praticamente introvabili. è un lavoro, quello di incollare la bandierina sullo stuzzicadenti, che oramai non fanno più nemmeno i cinesi, sempre che i cinesi li abbiano fatti, e continuino a fare lavori, che noi consideriamo degradanti, sciocchi e inutili, e, che magari, intanto, ci stiano guardando dalla Luna.
La partita finisce cinque a uno. Cinque gol per l’Olanda, come finivano le partite per l’Olanda negli anni settanta, e io avevo la bandierina dell’Olanda piantata al centro della pallina di gelato al limone, che, lentamente, si scioglieva sui frutti di bosco. e non c’era niente da fare, mi veniva in mente Rocco, l’arte del riciclo, la bandiera americana piantata sulla luna.
Sempre che siamo andati sulla luna. Negli anni settanta.

 

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