PILLOLA nr.41

 

Domenica d’agosto, San Vito, Sicilia
Pillolone al cocco

Oggi la tecnologia fa miracoli.
 Oggi si può pagare una piccola cifra con una tessera di plastica che ci viene immediatamente restituita, ricevendo il saldo con un messaggio sul cellulare, ancor prima di aver riposto la tessera stessa nel portafoglio. E fino a qualche anno fa, era, non dico impensabile, ma perlomeno difficilmente realizzabile, almeno in Italia, isole comprese.
Al parcheggio di Malpensa è andata così. Dopo poche ore, al momento di pagare il transfer a San Vito, ci sono stati richiesti dei contanti, in cambio di un cenno del capo, valido come ricevuta fiscale. Qualcosa avevamo sospettato, visto che il B&B ci aveva richiesto il pagamento in banconote di piccolo taglio per la sera stessa del nostro arrivo. In qualche modo eravamo preparati. Pochi giorni di vacanza, volevamo lasciare a casa anche certi pregiudizi, certe questioni diprincipio, di buon senso. C’era un mare bellissimo, il cielo azzurro, e tanta voglia di relax.
Domenica d’agosto che caldo fa.
Nei paesi anglosassoni è rimasto il giorno del sole, sunday, come da noi era il dies solis, prima che il cristianesimo gli scippasse il nome, come il divino Augusto fece con  il nome dell’ottavo mese, che invero era il sesto, ma che è anche un’altra storia.
. Il rito ancestrale in cui veneriamo il  dio pagano può essere celebrato. decidiamo di raggiungere subito la spiaggia. La prima cosa che notiamo è la disposizione dei lettini, in asse con l’arco di circonferenza tracciata dal sole nel cielo, quindi paralleli alla battigia, in modo che una volta sdraiaticisi sopra, non vediamo il mare, ma il sole in alto o i piedi più in basso. Devoti della tintarella, mistici dell’olio abbronzante, massoni del sol invictus, questa è la vostra cattedrale. Abusiva. Si abusiva perchè dello stabilimento balneare ne ha conservato solo alcune tracce. Ombrelloni e lettini diversamente colorati, disposti sopra della sabbia ben rastrellata, e qualcuno che li affitta in cambio di poche banconote fresche di conio. cabine, doccie, ervizi igienici inesistenti. E questo è grave. Grave diciamo, non solo per l’erario della ragioneria dello stato, a cui tutte queste attività risultano sconosciute al fisco,  ma per una ragione ben più prosaica. Come dice il telegiornale, in estate si consiglia di bere almeno due litri d’acqua al giorno. Pur tenendo in considerazione l’alto grado di sudorazione di un corpo umano esposto  ai raggi solari, l’assunzione didiuretici naturali quali cocomeri angurie ed affini, con l’assunzione indiscriminata di latte di mandorle, granite al caffè, di birra Peroni, possiamo stimare una perdita secca, pardon, umida, di circa un litro al giorno. Stimando una restituzione alla natura distribuita in più minzioni giornaliere, ora, al di la di casi sporadici di cistiti, incontinenze senili, infantili, e, calcolando  infine, una popolazione di settantamila persone, di cui la metà presente sulla spiaggia, denuncerei il rilascio in acque libere di trentacinquemila litri al giorno.
Sarebbe il caso di ingentilirsi  il dio Nettuno e tutti gli dei della trinacria, affinchè una burrasca garantisca il giusto ricambio giornaliero delle acque di questo splendido golfo.
Mare mare mare ma che voglia di arrivare.
Il desiderio di raggiungere il mare, supera tutte le speculazioni del caso, così, bando agli indugi, ci avviciniamo  alla linea di separazione dei due elementi. Lorenzo Lorenzo! Una mamma, più mamme ripetono nomi propri di persona, cercando di attrarre l’attenzione di una specie di girino antropomorfo.   Qesti esemplari, mischiati tra i tanti, sguazzano tra le gambe degli esemplari adulti, nelle acque meno profonde, rese turbolente daall’incessante moto perpetuo delle estremità articolate di questi semianfibi, sordi ai richiami parentali.
Prima di poter immergere le estremità meridionali nell’elemento, c’è un altro ostacolo da superare. Questi è  l’incessante flusso trasmigratorio degli esempplari adulti che si ostinano a passeggiare privi di meta, privi di un abbigliamento borghese, e privi di un seppur minimo senso del decoro. Come i salmoni risalgono i fiumi per riprodursi, e forse sarebbe anche questo il  progetto inconscio nelle loro menti , questi esemplari sfidano le leggi della fisica occupando porzioni di territorio per brevi istanti, insinuandosi nel flusso opposto senza provocare attrito.
Fare il bagno al largo e vedere gli ombrelloni da lontano.
Bagnarsi e poi asciugarsi, stendersi sul lettino, ascoltare il cruciverba del vicino d’ombrellone e provare ad indovinare il tre verticale. Lo stridio e gli urli dei bimbi che annunciano ogni nuova onda, che sembra sempre più grossa della precedente, il richiamo del cocco fresco da lontano. La lunga digestione, la sonnolenza, l’oblio.
Mi risveglia un intenso profumo alla vaniglia, tanto che sono sicuro che se dovessi girarmi, vedrei un confetto di Tic Tac gigante, da cinquanta chili, sdraiato sul lettino, bianco. Quel profumo inconfondibile, quando apri la scatoletta di plastica. Una volta andava il cocco, estate era il profumo dell’olio al cocco. Quest’anno è la vaniglia, creme alla vaniglia, olio solare alla vaniglia, gelato alla vaniglia.
Un soffio, un batter di ciglia, un’ora e venticinque minuti e siamo a casa.
La tecnologia fa miracoli

 

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