PILLOLA nr.42

PIZZE

Tornando dalle vacanze, ho notato le saracinesche chiuse della pizzeria vicino a casa. Non era una novità, come gia descritto ne link La precipitazione degli eventi, ma nonostante questo, mi è rimasto un senso di tristezza. Le saracinesche sono chiuse ma in ordine, pulite, decorose, come se dovessero aprirsi da un momento all’altro. Quante volte ci sonoandato? Quante volte sono entrato?
Problema.
Quante pizze ho preso in questa pizzeria? Facendo un rapido calcolo, considerando l’abitudine di ingerire una pizza la settimana, le sei settimane nelle quali la pizzeria rimaneva chiusa per le vacanze, riterrei verosimile l’ingestione di quarantacinque pizze l’anno. Per un totale di trentatrè anni dionorato servizio, risulterebbe un totale complessivo di millequattrocentoottantacinque pizze. Millequattrocentoottantacinque pizze che, dette così, mi risulta anche difficile quantificarle, diciamo avere pronta una dimensione comparabile dell’ingerito. Allora mi viene in mente di fare un rapido calcolo. Ecco, se un cartone delle pizze è alto tre centimetri, i millequattrocentottantacinque cartoni, diligentemente sovrapposti l’uno sopra l’altro, formerebbero una colonna dalla ragguardevole altezza di quattromilaquattrocentocinquantacinque centimetri. Una colonna di quarantaquattrometri e mezzo insomma. Ancora qualche anno e avrei superato non dico il Pirellone, ma il campanile di Lonate certamente si.
Il fatto.
Il 18 aprile 2002, un aereo da turismo pilotato dall’italo-svizzero Luigi Fasulo, 67 anni, si schiantò contro il 26º piano del palazzo, danneggiando gravemente la struttura
esterna e sventrando due piani. La collisione causò tre vittime: il pilota e due donne, dipendenti della Regione Lombardia.
Non so nemmeno perchè mi sia venuto in mente il Fasulo, e la tragedia descritta, ma è certamente più complicato sapere cosa sia venuto in mente al Fasulo stesso, quel giorno, la mattina appena sveglio, o una volta seduto ai comandi del velivolo.
Sarà per l’attrazzione fatale che ho per il teatro assurdo  della vita, per i gesti più incomprensibili, smisurati, , non lo so, e non voglio analizzare ne speculare su un gesto simile, qqualsiasi cosa scrivessi, risulterebbe superficiale. Credo basti la cronaca stessa di questa tragedia dell’assurdo per tracciare dei contorni di una soluzione sbagliata di qualsiasi problema.
Due tasti del cellulare e decido per una quattro stagioni, adesso l’aspetto a casa, comodo, oggi c’è anche la bibita in omaggio, scelgo una coca.

 

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