PILLOLA nr.47

FRIEDERICH  NIETZSCHE, EDOARDO AGNELLI, 1900, 2000, TORINO

Dopo aver letto la biografia di Friederich Nietzche scritta da Massimo Fini, Nietzsche, l’apolide dell’esistenza, Marsilio 2002, una biografia ben scritta e molto ben documentata, a tratti commovente, mi rimangono queste lettere, questi biglietti deliranti. Biglietti scritti e spediti da Torino, dopo il famoso episodio del cavallo, episodio nel quale Nietzche abbracciò un cavallo dopo che il vetturino lo ebbe percosso. Spartiacque tra il seppur fragile controllo di sé e  la spaventosa china che costrinse i suoi amici a riportarlo in Germania e ricoverarlo coattamente in manicomio.
Biglietti come quello scritto al barone Von Seydlitz: «L’amico Seydlitz deve essere, insieme con Monsieur Catulle Mendes, uno dei miei più grandi satiri e animali da festa».  A Paul Deussen: «Dopo che è risultato definitivamente che io ho in realtà creato il mondo, anche l’amico Paul Deussen compare nel progetto del mondo: insieme a Monsieur Catulle Mendes sarà uno dei miei grandi satiri e animali da festa. Dioniso. A «Umberto I re d’Italia» scrisse: «Al mio amato figlio Umberto. La mia pace sia con te! Martedì verrò a Roma e voglio vederti insieme a Sua Santità il Papa. Il Crocifisso.
Mi viene in mente il figlio di Agnelli, Edoardo, che nel suo esilio dorato, a Malindi, scriveva a Saddam Hussein, ai più potenti capi di stato, invocando la pace nel mondo. Lo ricordo alto, con barba e capelli rossicci, vestito elegantemente, mentre passeggiava aiutandosi con un bastone, su una spiaggia lontana, lontano da tutti, raggiunto da una troupe del telegiornale.
Dalla solita Wiki:
Compie gli studi superiori al Liceo classico Massimo d’Azeglio di Torino, poi frequenta l’Atlantic College nel Regno Unito e l’Università di Princeton negli USA, dove consegue una laurea in lettere moderne. Designato dal padre come eventuale successore al vertice dell’azienda di famiglia, ben presto rivelerà scarso interesse per i beni materiali, dedicando maggior attenzione a temi filosofici e spirituali. A 22 anni polemizza sulla stampa con Margherita Hack, difendendo i valori dell’astrologia. Compie viaggi in India, dove incontra il Maestro Sathya Sai Baba, e successivamente si reca a Teheran, dove rimane colpito dalla figura mistica dell’ayatollah Khomeini e si avvicina all’Islam sciita. In seguito torna molte volte in Iran, così come in Kenya, dove viene arrestato il 20 agosto del 1990, a Malindi, poiché trovato in possesso di eroina, venendo successivamente assolto dalle autorità locali…
…la mattina del 15 novembre 2000 il suo corpo senza vita viene trovato da un pastore cuneese, Luigi Asteggiano, presso la base del trentacinquesimo pilone del viadotto autostradale Generale “Franco Romano” della Torino-Savona, nei pressi di Fossano. La sua Croma scura, con il motore ancora acceso e il bagagliaio socchiuso, era parcheggiata a lato della carreggiata del viadotto che sovrasta il fiume Stura di Demonte. La magistratura conclude presto le indagini formulando l’ipotesi del suicidio.
Fini tragicamente per l’erede della famiglia Agnelli, e fini  tragicamente anche per Nietzsche, anche se in maniera molto diversa, come dice Massimo Fini, paragonando il cervello di Nietzsche al computer HAL 9000 di 2001 Odissea nello Spazio, quando levando una cartuccia della memoria alla volta, piano piano il computer regrediva ad una intelligenza primitiva per spegnersi definitivamente il 25 agosto 1900.

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Un pensiero riguardo “PILLOLA nr.47

  1. “Nietzsche. L’apolide dell’esistenza”, Fini Massimo. Messo in lista.
    Grazie anche per questo spunto. Fra un volantino del Bennet e un altro del Tigros, cercheremo di farcelo stare!
    CIAO!

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