PILLOLA nr.51

COLPA DEL CINEMA

Colpa del cinema. È impossibile che le migliaia di film che abbiamo visto non producano effetti d’emulazione a nostra insaputa. Nell’arco della giornata, se uno ci pensa sopra, gli capitano diverse occasioni in cui si trova a fare qualcosa, – generalmente di sportivo o comunque di leggero, che abbia una vaga suggestività estetica, – come se a pochi metri di distanza ci fosse una troupe al completo che lo sta riprendendo. Cose tipo disinnescare l’antifurto della macchina con una puntata decisa del telecomando per poi mettersi rapidamente al volante (magari togliendosi la giacca nell’atto di entrare), oppure guardare intensamente un punto indefinito, manco si fosse attraversati da un pensiero profondissimo. Questo recitare non richiesto, questa illusione di un pubblico che stia lì a prendere il meglio di noi mentre fingiamo di non sapere d’essere guardati, è la povera rivincita sulla modestia delle nostre vite, che da sempre l’arte popolare ci offre (e la ragione per cui, in fondo, non la lasciamo morire).

Diego De Silva, Non avevo capito niente, Giulio Einaudi Editore, Torino 2007

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