PILLOLA nr.60

ES

Noi  siamo  degli  ipocriti, ecco tutto, e non osiamo neppure ridere veramente di cuore. Ma ciò non impedisce  che,  quando  non ce la facciamo a far qualcosa,  sembriamo degli scolaretti, con la stessa espressione smarrita di quando eravamo fanciulli;  ciò non ci impedisce di conservare sempre  quei  vizietti, nel  modo  di camminare,  di star sdraiati,  di parlare,  che dicono A chiunque abbia occhi per vedere:  Ecco un bambino!.  Provi un  po’  a osservare  qualcuno  che si crede solo,  e vedrà ricomparire subito il bambino, spesso in modo assai comico: il bambino che sbadiglia, che si gratta senza alcun imbarazzo la testa o il deretano,  che si fruga nel naso,  e,  dobbiamo pur dirlo, che scorreggia: anche le nostre signore più raffinate fanno i peti.
    Georg Groddeck. IL LIBRO DELL’ES. Lettere di psicoanalisi a un’amica. Adelphi Edizioni, Milano 1966.

PILLOLA nr.59

      TRASH

Dopo la tragica esperienza descritta nella Pillola nr.53, torno in platea. Questa volta per Trash, mi ero informato, almeno su cosa andavamo a vedere, e avevo letto buone recensioni. Allora è stato davvero così. Tre ragazzini nella discarica di Rio, il ritmo coinvolgente, incalzante tipo poliziesco, fino all’epilogo finale. E chi non l’avesse visto si fermi qui. Intendo subito dopo questa frase, ultimo appello per chi non voglia sospettare nulla del finale.
Epilogo Surreale, fantastico, tipo Miracolo a Milano. La redenzione che passa attraverso un’attenta esegesi delle scritture, l’appuntamento fallace con il sepolcro vuoto, l’incontro con il risorto(a), la distribuzione di pani e pesci, la diffusione multimediale della lieta novella e il ritorno sulle spiagge come i primi apostoli, a pescare.
Una rivelazione.