PILLOLA nr.78

CILIEGIE

Ogni tanto si accende qualcosa, si apre un cassetto nella memoria e si crede di accedere ad un contenuto pertinente. Adesso non so se sia il caso, o se non lo sia, se sia per David Foster Wallace della pillola precedente, o per il tipo di scrittura di Lisa rispetto a quello del sig.Quit, o quello del sig.Quit che mi rimanda a Lisa. Più semplicemente mi sono ricordato di questo racconto bellissimo apparso qualche anno fa ( dieci ) su Tina, la rivisTina di Matteo B Bianchi che, sempre per via delle ciliegie, o dei cassetti di prima, è un altro di quelli che il mondo se lo fanno un po’ a propria misura. Come la barista diversamente alta in un film di Clint Eastwood, che aveva aggiunto una pedana supplementare dietro il bancone dove serviva, o come Matteo, che aggiungeva una B anche se non serviva. Credo di non essere stato chiaro. Era quello che volevo,  ecco un assaggio, e per i più golosi, il link:
Poi quel tizio, conosciuto via internet,
che palle, era sempre connesso…All’inizio chattavano spesso. Si era parlato tanto, di Truffaut, di Foster Wallace, di Birmania, di segni zodiacali, di
storie passate, di come vedo la vita e i massimi sistemi…Finchè lui aveva fatto l’errore di mandarle una foto. Allora, Truffaut resta sempre Truffaut,
ma perché perdere tempo a parlarne con un cesso?! E se permetti i miei massimi sistemi me li tengo per me, anzi ridammeli. Che poi erano tutte cazzate
dette per rendermi fascinosa, ora ti direi pure che io, Frigidaire, non l’ho mai visto di striscio…

http://www.matteobb.com/tina/2005-01-nur.html

PILLOLA nr.77

DAVID FOSTER WALLACE
-quattro titoli per evitarlo

http://www.linkiesta.it/letture-per-estate-non-david-foster-wallace-quit-the-doner

Trovata questa recensione bellissima. Bellissima nonostante a me piaccia David Foster Wallace. Prima ancora  dei libri, vale la pena di leggere tutta la recensione, qui sotto un estratto:
Quando nelle conversazioni con amici vengono fuori i nomi di alcuni fra gli scrittori italiani più in voga sono spesso costretto a emettere i gradevoli
ultrasuoni di spaesamento e angoscia del gatto gettato in lavatrice. In questi casi la reazione più comune delle persone che sono con me, oltre ad aggiungere
del coccolino e assicurarsi che io stia sotto i 40° se no scolorisco, è chiedere:
«Allora dimmene uno tu».

PILLOLA nr.76

è’ PRIMAVERA
VEDERE LA VITA CHE VA OTTO OHM

Che ci sia un’aria nuova, un’aria di primavera? Com’è che mi rimane intesta una canzone allegra come questa:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-73116f5a-33e4-4a19-9edc-987a84a7cd27.html
é sono il primo a stupirmi, perchè di solito amo le malinconie, i paesaggi con le brume autunnali, i deserti di Wim Wenders appesi  a villa Panza,nella bella mostra di  Varese, ecco. Invece no, mi rimane in testa questa, e speriamo mi contagi un po’ della sua allegria, nonostante quel che ne dica Nick Hornby in alta fedeltà:
. Non so se ascolto la musica pop perché sono triste o se sono triste perché ascolto la musica pop.

PILLOLA nr.75

MI PIACE

Quando eravamo tornati al bar avevo appoggiato il libro sul tavolino e ci eravam messi lì fuori io e Andrea a guardare la gente, una cosa che mi piaceva e mi piace moltissimo ancora, guardare la gente che passa, come guardare l’acqua dei fiumi in piena.
da un articolo di Paolo Nori pubblicato su Libero venerdì 27 febbraio e ripubblicato nel blog il giorno dopo al seguente indirizzo:http://www.paolonori.it/

PILLOLA nr.74

TROVATO due
Grazie a Paolo Nori

Le affinità letterarie di Serge erano con i grandi autori delle avanguardie degli anni Venti, molti dei quali erano suoi amici personali: Pil’njak, Zamjatin, Sergej Esenin, Majakovskij, Pasternak, Daniil Kharms (che era suo cognato), Mandel’shtam, e non con i realisti, come Gor’kij (suo parente per parte di madre) o Alexej Tolstoj.

Victor Serge, IL CASO TULAEV, Fazi Editore, Roma, Prima edizione: maggio 2005, introduzione di Susan Sontag, traduzione dal francese di Robin Benatti.