LISTA nr.13

IL MIO BARBIERE (un’epica moderna)

Il mio barbiere ha 46 anni, una moglie, due figli adolescenti.
Il mio barbiere lavora a Milano ma vive con la famiglia nell’hinterland.
Il mio barbiere abita accanto a una fermata della metro (linea rossa) e ha il negozio a 100 metri da una fermata della metro (linea rossa).
Il mio barbiere viene in negozio ogni giorno in macchina e si lamenta del traffico.
Il mio barbiere quando parla della violenza sulle donne dice: “Una donna non va toccata neanche con un fiore”.
Il mio barbiere si lamenta per una multa ricevuta per aver parcheggiato l’auto in un posto riservato agli invalidi.
Il mio barbiere giustifica il gesto con la motivazione: “Eh, se uno non trova posteggio cosa deve fare?”.
Il mio barbiere quando parla di conoscenti defunti fa seguire sempre al loro nome l’aggettivo buonanima.
Il mio barbiere ogni anno va in vacanza “giù al paese”.
Il mio barbiere non ha mai considerato un’altra (qualsiasi) meta come alternativa per le proprie ferie.
Il mio barbiere non è mai stato a Roma.
Il mio barbiere dice che Roma “deve essere bella, eh?”.
Il mio barbiere dice che andare al mare “è come un lavoro: devi andare in spiaggia, spalmarti sempre la crema, stare lì a prendere il sole…”
Il mio barbiere, per avvalorare la veridicità di una notizia, specifica: “L’hanno detto a Striscia la notizia”.
Il mio barbiere, per avvalorare la veridicità di una notizia relativa a un fatto di cronaca, specifica: “L’ha detto Barbara D’Urso”.
Il mio barbiere non accetta il fatto che io non tifi per nessuna squadra di calcio, quindi insiste: “Ma almeno una che ti fa simpatia?”.
Il mio barbiere non ha votato nelle ultime tre elezioni.
Il mio barbiere dice che: “La musica dei nostri tempi era meglio di quella di adesso”.
Il mio barbiere dice che è fedele a sua moglie.
Il mio barbiere mi ha fatto intendere che ha avuto diverse amanti e che a volte ha consumato in negozio, con la serranda abbassata.
Il mio barbiere mentre mi taglia i capelli con lo sguardo tiene d’occhio la strada, per vedere se si libera un parcheggio per la sua macchina.
Il mio barbiere, se si libera un parcheggio più vicino al negozio, mi chiede di aspettare un attimo e corre fuori a spostarla.
Il mio barbiere è molto soddisfatto quando riesce a parcheggiare la sua auto a portata d’occhio.
Il mio barbiere quando una macchina sta per parcheggiare accanto alla sua va a controllare che non la sfiorino.
Il mio barbiere considera rigare la macchina a qualcuno come il maggiore affronto esistente.
Il mio barbiere conosce tutti gli abitanti del quartiere.
Il mio barbiere quando cita qualcuno della zona aggiunge sempre, con una punta d’orgoglio: “E’ un mio cliente” .
Il mio barbiere dice che il ristorante sotto casa mia “non ha mai funzionato”.
Il mio barbiere dice il caffè nel bar accanto al suo negozio fa schifo e che “dovrebbero vergognarsi a servire un caffè così”.
Il mio barbiere se vado la mattina presto mi chiede subito se voglio un caffè, invitandomi al bar accanto.
Il mio barbiere, al termine del lavoro, mi mostra sempre l’effetto del taglio sulla mia nuca attraverso uno specchio tondo.
Il mio barbiere si fa i complimenti da solo: “sono il migliore”, “anche stavolta un taglio perfetto, eh?”.
Il mio barbiere non saprà mai che ho scritto questa epopea su di lui.

Liberamente tratto, ridotto e listato dal blog, bellissimo, di Matteo B Bianchi:
http://matteobblog.blogspot.it