PILLOLA nr.85

PRONTO? “”

… Guardai il telefono. Scavai nelle tasche in cerca di monete. I riquadri argentati dei pulsanti sul telefono stesso erano la mia unica speranza di mettermi in contatto con qualcuno, e di salvarmi. Dentro di essi, la reminiscenza che qualcuno, tanto tempo fa, aveva scavato in una miniera per trovare del ferro, ci aveva messo il suo sudore, il suo tempo, per portare in superficie le materie prime richieste dall’industria telefonica che poi aveva creato una lega e l’aveva fusa in riquadri con sopra incisi dei piccoli numeri che codificavano una sequenza che si connetteva a condutture elettriche che avrebbero pulsato attraverso tralicci e linee ricoperte di gomma fino a squillare a casa dell’unica persona al mondo con la quale avrei potuto sopportare di parlare.
Ok.
Guardai i piccoli riquadri. ABC. DEF. GHI.
George probabilmente era fuori adesso, a qualche evento organizzato dal Caltech per il venerdì. In automobile. Pieno di ragazze. Era in rapida ascesa, arrivava rapidamente a luoghi che io non ero più in grado di raggiungere. Sapevo il suo numero a memoria, così feci scivolare la moneta nella fessura, digitando la sequenza giusta. Poi rimasi seduta del tutto immobile, sulla panchina, mentre i cavi si collegavano e connettevano. Il telefono squillò diverse volte.
Pronto?…””

Aimee Bender, L’inconfondibile tristezza della torta al limone, MINIMUM FAX 2011

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