LISTA nr.14

TU

Tutti qui.
Ci perderemo. Tutti, nessuno escluso.
Tu Gianni e la tua ironia profonda.
Tu Nabi e la tua balbuzia percussiva.
Tu Faris e il tuo rigore morale.
Tu Agim e le tue smanie di conquista.
Tu Chaman e il tuo scatto in elevazione.
Tu Peppino e le tue bestemmie per dirmi che esisti.
Tu Hafiz e le tue fughe nel mondo.
Tu Francisco e le tue musiche cubane.
Tu Jean e la tua armonia interiore.
Tu Silvano e il tuo occhio bianco.
Tu Mohammed e i tuoi stupori esplosivi.
Tu Abdulali e il tuo “Vin du Maroc”.
Tu Mihai e il tuo amore violento.
Tu Rauf e la tua fiducia sconfinata.
Tu Angus e i tuoi occhi lucidi che sembrano trapassarmi.
Tu Mufeed e la tua erre francese.
Tu Michail e il tuo lancio lungo da quaranta metri.
Tu Aziz e la tua serietà lancinante.
Tu Omar e la tua sensibilità superiore alla norma.
Tu Sergiu e la tua gioventù spezzata.
Tu Stefan e la tua impazienza sfrenata.
Tu Khaliq e la tua potenza umana.
Tu Sharif e la tua capacità di svolgere qualsiasi compito.
Tu Shumon e la tua gentilezza priva di artificio.
Tu Asif e il tuo contegno primordiale.
Tu Petrit e la tua fedeltà assoluta.
Tu Shafa e la tua forza concentrata.
Tu Fazil e il tuo fuoco sotto la cenere.
Tu Barat e il tuo mistero.
Tu Musa e i tuoi denti gialli.
Tu Ali e la tua risata a tutta bocca.
Tu Costantin e il tuo sorriso smagliante.
Tu Zoltan e le tue risoluzioni improvvise.
Tu Solomon e il tuo palleggio sensazionale.
Tu Adam e il tuo sguardo ammiccante mentre fai l’occhiolino.
Tu Khalid e il tuo amore per lo studio.
Tu Sardar e il tuo vocabolarietto italo-persiano.
Tu Javid e la tua camicia bianca immacolata sotto il pullover dell’Oviesse.
Tu Severino e la tua compostezza superstite.
Tu Karmal e le tue rughe precoci.
Tu Andrej e la tua dolcezza infinita.
Tu Khuda e la tua collana di perle dove conti le preghiere.
Tu Lazar e il tuo sorriso bislacco, monumento all’adolescenza.
Tu Kabil e la tua malinconia fiera.
Tu Gigetto e la tua energia piena.
Tu Norman e la tua capacità di essere te stesso.
Tu Said e la tua poesia immensa.
Tu Ivan e il tuo controllo spietato.
Tu Simone e il tuo apparecchio odontoiatrico.
Tu Karim e il tuo magico clamore a stento trattenuto.
Tu Nordin e il tuo meraviglioso mutismo.
Tu Manuele e il tuo magnifico essere uomo.
Tu Abdul e il tuo equilibrio crepato.
Tu Assad e la tua canzone stonata.
Tu Qambar e il tuo saluto quotidiano dalla finestrella della villetta dove abiti.
Tu Ahmad e i tuoi baffi curati.
Tu Hasan e la tua insuperabile letizia.
Tu Samir e la tua innata discrezione.
Tu Salman e le tue giostre interiori che vorrei tanto girassero ancora.
Tu Absalam e il tuo inconfondibile schiocco della lingua sul palato quando approvavi quello che dicevo.
Tu Moustafà, quintessenza dell’umanità, e la tua formidabile Renault 21.
Ci dissolveremo. Andremo tutti in fumo. Eppure siamo ancora qui: petali di un grande fiore secco dentro il libro.

Liberamente tratto e listato da:
ERALDO AFFINATI , La Città dei Ragazzi, Mondadori, Milano, 2008

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