PILLOLA nr.103

ON THE ROAD

“”…Era affascinante sentir dire, siamo partiti con la vecchia Oldsmobil del ’46, del babbo di Dean, per dirne una…non è la stessa cosa dire siamo partiti sulla vecchia 1100, del babbo di Cecco, e abbiamo fatto Formigine Paullo in una sola tirata…””

Ripescata la citazione originale di Francesco guccini, riproposta più volte come la ricordavo, sbagliando, intervistato in Cultbbok a proposito di On the road di Jack Keruac
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Cult Book – On the road (Jack Kerouac) – YouTube

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PILLOLA nr.102

GENTILDONNE

“”… L’imperatore Corrado Terzo, stringendo d’assedio Guelfo, duca di Baviera, non volle consentire a più miti condizioni, per quante vili e indegne soddisfazioni gli si offrissero; si limitò a permettere alle gentildonne che erano assediate insieme col duca di uscire, salvo l’onore, a piedi, con quello che potessero portare addosso. Esse, con cuore generoso, pensarono di caricarsi sulle spalle i loro mariti, i figli e il duca stesso. L’imperatore provò tale diletto nel vedere la nobiltà del loro coraggio, che ne pianse di gioia, e smorse tutto il rancore di quell’inimicizia estrema e mortale che aveva nutrito contro quel duca, e da allora in poi trattò umanamente lui e i suoi…””

Michel de Montaigne, SAGGI, Libro primo, Adelphi, Milano 1966.

PILLOLA nr.101

HEINEKEN

“”…C’era un bar, il Mama’s. Mama Selino era proprietaria della licenza, cucinava paste assolutamente deliziose, e adorava i malviventi avventori del suo locale. Suo figlio Frank, un emulo di Van Gogh, gestiva il posto. Le sue tele occupavano tutte le superfici disponibili.
Il Mama’s era un posto carino, ma la presenza di Frank non favoriva certo l’incremento della clientela. Una volta, un pomeriggio di caldo torrido, era capitato nel bar un nuovo cliente, e Frank era di malumore. Non era proprio una bella giornata per Frank e le sue velleità di artista. Dopo dieci, quindici minuti, il cliente aveva tossito per attirare l’attenzione del proprietario. E Frank, anziché servirlo, gli aveva lanciato una bottiglia di Heineken, cosicché il malcapitato aveva visto bene di darsela a gambe levate. Inutile aggiungere che la clientela del Mama’s era molto limitata..””.

tEdward Bunker, EDUCAZIONE DI UNA CANAGLIA, Einaudi, Torino 2002.

PILLOLA nr.99

CANE MANGIA CANE

“”…Un uomo di colore con lo sguardo annebbiato sedeva sulla soglia di un palazzo, un cane accucciato ai piedi. Dopo essersi frugato nelle tasche, Troy si rivolse a Diesel. «Dammi qualche dollaro.»
«Ho un pezzo da cinque.»
«Dammelo.»
Quando gli passarono di fronte, Troy allungò i cinque dollari al nero con il cane. «Dio ti benedica, amico,» furono le sue parole di gratitudine.
«La mia idea,» disse Troy rivolgendosi a Diesel, «è che se un povero idiota senzatetto riesce a prendersi cura di un cane, io devo fare qualcosa per lui…””

EDWARD BUNKER, CANE MANGIA CANE, EINAUDI 1996

PILLOLA nr.98

NO MA HO VISTO IL FILM

“”…«Tutto quello che sanno fare è vendere la droga e far male alla gente. Hanno detto che tutte queste porcate le imparano dai film e dalla TV.»
«Da qualche parte le imparano di sicuro. Ciò che sappiamo, lo impariamo tutti da qualche parte. Forse la televisione. Nessun altro insegna loro qualcosa, e in ogni caso ce n’è un sacco cui nessuno ha mai insegnato niente. Sono in tanti a crescere nel ghetto senza niente che potrebbe incivilirli.»
«Come in quel film, Il Signore delle mosche.»
«Niente male come analogia… solo che all’origine era un libro.»
«Non l’ho letto, ma ho visto il film…””
EDWARD BUNKER, CANE MANGIA CANE, EINAUDI 1996)