PILLOLA nr.112

RITMO RITMO
a maggior gloria del maestro Mario Canello

“”…Quest’anno invece, invitato dal solito collega di ufficio Fracchia, Fantozzi ha partecipato al «Veglionissimo di San Silvestro con cenone di mezzanotte – Suona l’orchestra del maestro Mario Canello – Canta Pasquale Coppola della radiotelevisione tedesca – Cavalieri (cena compresa) lire 5000, dame 3000». Il tutto alla Unione velocipedistica.(…) La serata era cominciata da 3 minuti, quando il maestro Canello, che aveva un altro impegno in un’altra palestra, disse improvvisamente, in un momento di silenzio: «Mancano 10 minuti alla mezzanotte». Furono distribuiti dai camerieri delle stelle filanti, trombette e i cappellucci di cartone…””

Paolo Villaggio, Fantozzi,Rizzoli editore, Milano 1971

Per chi volesse verificare la versione cinematografica:
Fantozzi Capodanno – YouTube

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PILLOLA nr.110

ETTORE MAJORANA

“”…Fermi lavorava allora al modello statistico che prese in seguito il nome di modello di Thomas-Fermi. Il discorso con Majorana cadde subito sulle ricerche in corso all’Istituto e Fermi espose rapidamente le linee generali del modello e mostrò a Majorana gli estratti dei suoi recenti lavori sull’argomento e, in particolare, la tabella in cui erano raccolti i valori numerici del cosidetto potenziale universale di Fermi. Majorana ascoltò con interesse e, dopo aver chiesto qualche chiarimento, se ne andò senza manifestare i suoi pensieri e le sue intenzioni. Il giorno dopo, nella tarda mattinata, si presentò di nuovo all’Istituto, entrò diretto nello studio di Fermi e gli chiese, senza alcun preambolo, di vedere la tabella che gli era stata posta sotto gli occhi per pochi istanti il giorno prima. Avutala in mano, estrasse dalla tasca un fogliolino su cui era scritta una analoga tabella da lui calcolata a casa nelle ultime ventiquattr’ore, trasformando, secondo quanto ricorda Segrè, l’equazione differenziale del secondo ordine non lineare di Thomas-Fermi in una equazione di Riccati che poi aveva integrato numericamente. Confrontò le due tabelle e, avendo constatato che erano in pieno accordo fra loro, disse che la tabella di Fermi andava bene. (…) Laura Fermi dice: «Majorana aveva però un carattere strano: era eccessivamente timido e chiuso in sé. La mattina, nell’andare in tram all’Istituto Fisico, si metteva a pensare con la fronte accigliata. Gli veniva in mente un’idea nuova, o la soluzione di un problema difficile, o la spiegazione di certi risultati sperimentali che erano sembrati incomprensibili: si frugava le tasche, ne estraeva una matita e un pacchetto di sigarette su cui scarabocchiava formule complicate. Sceso dal tram se ne andava tutto assorto, col capo chino e un gran ciuffo di capelli neri e scarruffati spioventi sugli occhi. Arrivato all’Istituto cercava di Fermi o di Rasetti e, pacchetto di sigarette alla mano, spiegava la sua idea». Ma appena gli altri approvavano, se ne entusiasmavano, lo esortavano a pubblicare, Majorana si richiudeva, farfugliava che era roba da bambini e che non valeva la pena discorrerne: e appena fumata l’ultima sigaretta (e non ci voleva molto, per lui fumatore accanito, arrivare all’ultima delle dieci «macedonia» del pacchetto), buttava il pacchetto – e i calcoli, e le teorie – nel cestino. Così finì, pensata e calcolata prima che Heisenberg la pubblicasse, la teoria, che da Heisenberg prese nome, del nucleo fatto di protoni e neutroni…””

Leonardo Sciascia, LA SCOMPARSA DI MAJORANA, Adelphi, Milano 2006.

PILLOLA nr.109

PEPE

“”…Quasi tutti i crociati erano analfabeti, ma conoscevano i proverbi. Nacque così in quel contesto socio- culturale l’idea della cintura di castità: un crociato  dopo l’altro prima di partire pensò di mettersi al  riparo da brutti scherzi facendo serrare la propria  moglie nella scomoda (per la moglie) ma rassicurante (per il marito) cintura. Furono tempi d’oro per i fabbri e la metallurgia europea entrò in una fase di forte espansione (…) Da luogo tetro e triste qual era, l’Europa occidentale
si trasformò d’incanto in una terra traboccante
di vitalità, energia e ottimismo. L’aumento del consumo del pepe incrementò l’esuberanza degli  uomini che, con tante belle donne d’attorno chiuse nelle loro cinture di castità, provarono un improvviso  grande interesse per la lavorazione del ferro; molti si  trasformarono in fabbri e quasi tutti si diedero a  produrre chiavi. Questo fatto ebbe due importanti  conseguenze:
1) la crescente frequenza del cognome Smith ( = fabbro) in Inghilterra, Schmidt in Germania,  Ferrari o Ferrano o Ferrerò o Fabbri in Italia, Favre, Febvre, Lefevre in Francia;
2) lo sviluppo della metallurgia europea che  entrò definitivamente in fase di decollo e di «self- sustained growth»…””

Carlo Maria Cipolla, Allegro ma non troppo, Il mulino 1988

LISTA nr.15

ITALIANI

Gli italiani quando sono in :
due si confidano segreti
tre fanno considerazioni filosofiche
quattro giocano a scopa
cinque a poker
sei parlano di calcio
sette fondano un partito del quale aspirano tutti segretamente alla presidenza
otto formano un coro di montagna

Liberamente tratto e “listato” da:
Paolo Villaggio, Fantozzi, Rizzoli editore, Milano 1971

PILLOLA nr.108

LIMONOV

“”…I francesi, i tedeschi, gli americani da tempo non hanno più nessuna energia. Ho avuto molte occasioni per convincermene. Non sentono più la vita. Il futuro appartiene ai talebani, ai turchi, basta guardare come se le danno, ai curdi, a tutta questa folla selvaggia di individui sospetti che gli europei disdegnano e non capiscono. L’Europa è già morta, è stanca e profondamente cambiata, perciò tutte quelle splendide fichette di rue du Petit Musc è inutile che sbattano le ciglia. Ci vorrebbe un ceceno che gli s’infili nelle mutande per insegnar loro a rigar dritto…””

Eduard Limonov, Libro dell’acqua, Alet edizioni 2004

PILLOLA nr.107

BABBO NATALE

“”…Mi chiamo Luna e ho tredici anni, e fino all’anno scorso credevo ancora a Babbo Natale. All’inizio mi faceva anche paura. Perché insomma, a me questa storia che di notte un signore straniero ti entra in casa di nascosto e ti porta tanti regali, ecco, mi sembrava strana. Cioè, se uno ti fa un regalo ci tiene a farsi vedere, no? Così lo ringrazi e gli dici che è bravo e lui è contento. Babbo Natale invece entra dal camino mentre la gente dorme e poi scappa via, e questo non è il comportamento di un uomo generoso, è il comportamento di un ladro. Infatti la mattina dopo, mentre gli altri bambini del mondo correvano a vedere cosa gli aveva portato Babbo Natale, io giravo le stanze per controllare se aveva rubato qualcosa…””

Fabio Genovesi, Chi Manda Le Onde, Mondadori 2015