PILLOLA nr.124

DELFINI CON LE GAMBE

“”…Mantenere qualcosa che un tempo era utile ma oggi non lo è più è costoso per un organismo, sia in termini energetici sia a causa delle risorse sprecate. Gli antenati degli attuali ratiti, uccelli come gli struzzi e i casuari, hanno perso la capacità di volare quando si sono specializzati per la vita terricola. I cetacei, balene e delfini, hanno dismesso gli arti inferiori quando i loro progenitori hanno adottato definitivamente un’esistenza totalmente acquatica. Gli spettatori di “Uomini e Donne” hanno buttato via la loro corteccia cerebrale quando hanno scoperto che riuscivano a seguire il programma anche senza. La regola che vale sempre è quella della selezione naturale: quando una nuova caratteristica (o, in questo caso, la perdita di una vecchia) ti conferisce un vantaggio rispetto ai tuoi pari, puoi lasciare una prole più sana/numerosa che a sua volta erediterà la caratteristica e le permetterà di diffondersi.

Naturalmente il processo non ha nulla di intenzionale e nemmeno avviene dall’oggi al domani, ma se qualcosa è inutile o dannoso vi è un vantaggio a perderlo. È così che funziona in natura ed è così che dovremmo fare noi con cose che da tempo non sono che l’ombra di quanto erano in passato. Come “Alla fine arriva mamma”.

Questa perdita di caratteri, non più riacquistati, è abbastanza comune nel percorso evolutivo di molti organismi, tanto da meritare una vera e propria legge: la legge di Dollo. Formulata dal paleontologo Louis Dollo, recita più o meno così: “Un organismo è incapace di ritornare anche solo parzialmente a un precedente stadio già realizzato dai suoi antenati”. In pratica, se qualcosa viene perso lungo il cammino evolutivo, viene perso per sempre e non può essere ri-evoluto.
Prima di continuare l’articolo ed esporre le critiche alla legge vorrei solo ricordare che non ho problemi di nessun tipo con i paleontologi. Molti miei amici sono paleontologi. Mi rendo conto che essere paleontologi non è una cosa che si può scegliere e considero la loro battaglia per il permesso di sposarsi una questione di civiltà. Tra l’altro Dollo, oltre ad aver portato a termine ingegneria civile nel 1877 senza suicidarsi, ha trovato e montato 31 scheletri di iguanodonte. Io, nelle giornate migliori, non perdo le chiavi della macchina…””

Andata e ritorno, un racconto anfibio

PILLOLA nr.123

LUCA PASQUALE MEDICI

“”…A te che dici «grande amore» e poi dici «amore grande»/ e per ‘sta cazza… qui magari ti senti come Dante / guarda pa’ che non è mica tanto originale /l’hai copiata dalla pubblicità del pennello Cinghiale…””

PILLOLA nr.122

CAVALLO DI BATTAGLIA

Tra i cavalli di battaglia-se c’è un cavallo è di battaglia- di Paolo Nori, nel post di domenica 13 marzo, Maistrocchi, la risposta alla domanda nr.4:
“”…4. Cosa sono le “espressioni parassite”? Dobbiamo tenercene alla larga?

Sono quei nessi sostantivo aggettivo per cui se uno è ricco, è sempre sfondato, se ha la barba, è sempre folta, se c’è un fuggi fuggi, è generale, se si parla di acne, è giovanile, se c’è una bocca, è asciutta, se c’è un nucleo, è familiare, se c’è un’attesa, è dolce, se c’è un errore, è fatale, se c’è un delitto, è efferato, se c’è un’ impronta, è indelebile, se c’è un colpo, è di grazia. Non credo che la lingua parassita si debba evitare, credo la si possa usare con la consapevolezza che è lei, che ci usa, perché quando usiamo queste espressioni, mi sembra che non diciamo quel che vogliamo dire noi, mi sembra che diciamo quel che vuole dire lei…””

http://www.paolonori.it/baistrocchi/

PILLOLA nr.121

ABBIAMO LE PROVE
http://www.abbiamoleprove.com/

Non faccio in tempo a scoprire un blog bellissimo, con una selezione di racconti molto valida, che la curatrice decide di abbandonare il timone. Ma non temete di perdervi, salite a bordo, perchè dove cascate, cascate bene. Ci sono tre anni da spulciare con racconti belli, molto belli e altri bellissimi.
Grazie a Violetta Bellocchio, il capitano di questa rivista, e grazie a Marta Maria Casetti, veramente straordinaria, di cui copio sotto uno stralcio del suo post del 21 dicembre 2013 “Quando mi trovai con delle macchie prima delle feste e senza un pezzo dopo”, appartenente alla saga: “La mia cartella clinica da 20 Kg (lastre escluse), ”
“”…
Nei giorni seguenti ci furono tre novità:‭ ‬una attesa con piacere,‭ ‬una attesa senza piacere e una piacevole e inattesa.‭ ‬La prima:‭ ‬papà tornò dall’Iowa con la discografia completa dei Beatles in CD.‭ ‬Evviva papà,‭ ‬evviva i Beatles,‭ ‬evviva aver qualcosa da fare,‭ ‬ad esempio imparare a memoria tutti i testi che c’erano nei libretti‭ (‬ah,‭ ‬le ere prima di‭ “‬ticket to ride lyrics” su Google) per magari fare colpo sull’Isabella. La seconda: il ritorno del Deltacortene e del suo divieto di mangiare dolci per evitare conseguenze al mio pancreas. E va bene, buttiamoci sul glutammato monosodico della pastina e sulla crescenza. La terza: i casi più leggeri vennero mandati a casa per le feste di Natale. Seguì un picco di solidarietà di camerata femminile, cementato da racconti sulla propria e altrui vita, narrazioni da far svanire qualunque trama di soap opera o telenovela. La parte del leone toccava alla mia vicina di letto, una piacente single nei dintorni dei settant’anni che aveva occhieggiato mio nonno e commentato non troppo sottovoce quanto fosse un bell’uomo, nonostante mia nonna le avesse spedito uno sguardo di mezzo secondo che avrebbe incenerito il parco di Yellowstone con dentro Yoghi, Bubu e tutta l’allegra compagnia…””
Bè, non ha contagiato anche voi?

PILLOLA nr.120

SCIMMIE

Sentita alla presentazione dell’ultimo libro di Gianrico Carofiglio, La regola dell’equilibrio, in occasione di filosofarti, sabato scorso a Gallarate. Ricercata sul web, e ritrovata, credo il più fedelmente possibile, in questo sito:
https://www.tumblr.com/search/racconto%20sufi%20cattura%20scimmie

“”…I pensieri restano con noi solo se li tratteniamo, diceva. Per spiegarsi gli aveva parlato di una trappola adoperata in una regione dell’India per catturare certe scimmie. La trappola ha un funzionamento semplice e micidiale. È una specie di nassa con un’apertura stretta e del cibo all’interno. Il diametro dell’apertura consente alla scimmia di infilare la mano, ma le impedisce di tirarla fuori chiusa a pugno.
Così, quando la scimmia afferra il cibo e poi cerca di estrarre la mano, non ci riesce. Se lasciasse andare il cibo riuscirebbe a liberarsi; siccome non lo lascia andare, rimane intrappolata…””

PILLOLA nr.119

TRIPpa per gatti 3

Care amiche, cari amici, vi chiedo scusa, ma mi è praticamente impossibile evadere tutte le vostre richieste, e rispondere personalmente ad ognuno. Tanta è la curiosità e tanto il desiderio d’esser informati fin nei minimi dettagli, che la mole di mail inviatemi è impressionante. Pensate che mi occorrerebbe una segretaria a tempo pieno per evaderle tutte nel giro di pochi minuti. Ad ogni buon conto passo ad informarvi che le prime recensioni di TRIPpa per gatti stanno per essere pubblicate sul Trip advisor, e molte altre sono in cantiere e seguiranno lo stesso percorso. Sarà mia premura informarvi di ogni novità.
Ma prima di congedarmi devo risolvere la curiosità di molti di voi che tra le faq, mi hanno chiesto l’origine del detto non c’è trippa per gatti. Dopo una ricerca lunga e faticosa, durata 0,36 secondi su di un motore di ricerca, un certo Google, ho sbirciato tra i 56000 risultati, leggendo nel primo:
“”…Si usa soprattutto per negare qualcosa a qualcuno in modo molto deciso.
Risale ai primi del ’900, quando il sindaco di Roma Ernesto Nathan cancellò, causa l’eccessiva spesa, dal bilancio del Comune l’acquisto mensile di trippa destinata a sfamare i felini che servivano a dar la caccia ai topi che infestavano il Campidoglio.

E così sul libro del Bilancio Comunale qualcuno scrisse pari pari la frase poi passata alla storia: Nun c’è trippa pe’ gatti…””
http://www.placidasignora.com/2008/02/15/placidi-perche-si-dice-non-ce-trippa-per-gatti/dal blog di Placida signora di Miti Vigliero

PILLOLA nr.118

non C’è’ TRIPpa per gatti 2

Incredibile amici, ancora risuona nel web, l’eco della pubblicazione della nuova pagina di diNamo blog. TRIPpa per gatti ha risuonato nella rete, confermando il motto testamentariodel grande Eco, quello con la E maiuscola, Umberto:
“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”.
E scusate s’è poco.