PILLOLA nr.154

IMAGINE THERE’S NO COUNTRIES….

“”… mi ammalai e andai a finire in un ospedale militare. Al momento del mio ingresso fui avvertito: se vai in giardino incontrerai un ragazzo francese. Non devi parlargli. E’ figlio di un cecchino che abbiamo ammazzato e dunque è tabù!. Naturalmente per me questo avvertimento non era altro che un’esortazione, anzi un dovere, a mettermi in contatto al più presto con quel ragazzo. In effetti, in giardino lo vidi subito. Come me, era sui quindici anni e, passandogli accanto, gli chiesi sottovoce in tedesco se capiva la mia lingua. Scosse la testa. Quando, facendo il nostro giro di ronda, ci incontrammo per la seconda volta fu lui a chiedermi qualcosa in francese e, a mia volta, scossi il capo. Al nostro terzo incontro, mi venne l’idea di parlargli in latino, dato che probabilmente a scuola aveva studiato latino, come me. Il latino era ancora o, per lo meno in questo caso, di nuovo, lingua franca. Fin da subito Ci capimmo immediatamente con grande emozione. Prima che mi allontanassi, mi sussurrò di scendere in giardino di nascosto quando si sarebbero spente le luci dell’ospedale: avremmo fatto un po’ di festa. Così, sgattaiolai in giardino dove lui mi stava già aspettando. Mi guidò a una baracca; aveva aperto un atlante su una cassa: era la carta d’Europa, a destra e a sinistra aveva messo due candele e per terra aveva preparato un secchio da marmellata con dentro della vernice bianca. Ora fondiamo “Europa Unita”, dichiarò tutto contento e lo facemmo per davvero, dipingendo di bianco tutti i Paesi d’Europa così che non si potevano più vedere i confini. Per rendere ancora più festosa e simbolica la nostra opera, con un temperino certamente poco pulito, incidemmo sul palmo delle nostre mani delle lettere, credo E. U., che volevano dire Europa Unita. Dato che poi sanguinavamo moltissimo, corremmo dall’infermiera, che era alsaziana e odiava la guerra. Quando ci vide chiese: Che avete combinato?. Non abbiamo combinato, rispondemmo. Abbiamo fondato la prima federazione dei popoli. Lei capì subito e ne divenne il terzo membro. ..””

Gunther Anders, OPINIONI DI UN ERETICO, 1991 Edizioni Theoria s.r.l., Roma – Napoli.

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