PILLOLA nr.161

BECCATO

“”… Altri preferiscono fare da soli andando a cercare direttamente nelle proprie letture qualche passaggio particolarmente significativo in sé, un bel giro
di frase, un pensierino oggettivamente interessante. Quello che conta è comunicare subito al mondo, tramite la voce di altri, il proprio momentaneo scatto
di sensibilità, l’emozione fuggente troppo bella per essere lasciata scorrere nel tutto indistinto. (…) penso tuttavia che sia un comportamento da contenere, da sorvegliare evitando di immettere nel sistema di circolazione culturale dei fattori
di genericità e confusione che sono sempre un pericolo soprattutto, va detto forte, per chi non ha strutture critiche abbastanza robuste con cui elaborare
tutte queste “pillole intelligenti” e farle funzionare veramente in un sistema cognitivo complessivo…””

Il rischio della reductio ad nullum fabiovolista / , Una ciancia cool, Mauro Portello

PILLOLA nr.160

OCCHI 2

“”… anche se è il manicomio, queste parole di saggezza possibile, chissà: “Vivere è facile con gli occhi chiusi, confondendo tutto quello
che vedi. Sempre più difficile essere qualcuno, ma alla fine le cose si risolvono, e a me non importa poi granché”. Qui c’è tutto, non dico altro. Dormi?…””
Celati, Heidegger e i Beatles | Doppiozero, Piacenza, 30 aprile 1979
http://www.doppiozero.com/materiali/celati-heidegger-e-i-beatles

Strawberry Fields forever
Living is easy with eyes closed
Misunderstanding all you see
It’s getting hard to be someone
But it all works out
It doesn’t matter much to me

J. Lennon

PILLOLA nr.159

OCCHI 1

“”… Era l’unica foto senza il rettangolino nero sugli occhi. Questo la rendeva diversa da tutte le altre: era qualcuno. Con il rettangolo nero davanti, tutti i volti diventavano ovali pallidi di carta bianca, un mento, delle guance, un profilo; senza gli occhi, un volto umano è uguale a quello di un manichino..””

Simona Vinci, Dei bambini non si sa niente, 1997 Giulio Einaudi editore spa. Torino.

PILLOLA nr.158

AMAGICA

…”” quelli che le hanno viste tutte. Noi siamo quelli di RomaLiverpool. Tutti ricordano delle tragedie di RomaLiverpool o RomaLecce o RomaTorino de Coppa Italia
o RomaSlaviaPraga, nessuno però se ricorda di Roma-Gornik: è lì che è successo tutto. Sta a sentì, non so se c’entra ma te lo dico lo stesso: all’epoca
non c’erano le partite come adesso, che le fanno vedere tutte in televisione e però quella sera c’era la diretta televisiva. La prima l’avevamo pareggiata
unoauno in casa. Al ritorno eravamo andati ai supplementari. Ci segnò uno dei loro ai supplementari e noi a un minuto della fine segnamo: Scaratti, ancora
me lo ricordo. Dueadue, in coppa. I gol fuori casa valgono doppi e Martellini, che era il telecronista di allora, dice che siamo in finale della coppa
delle coppe, all’epoca c’era la coppa delle coppe, non so se lo sai. Insomma andiamo a dormire contenti, con la gente che faceva festa e il giorno dopo
per strada invece uno dice che Martellini s’era rincoglionito e che la Roma non era andata in finale e che i gol fuori casa, in coppa, valgono doppio tranne
che nei supplementari e che bisogna rigiocarne un’altra contro il Gornik. Lo spareggio. Insomma: giochiamo un’altra partita e finisce unoauno pure quella.
E se tira la monetina. Tirano la monetina e Martellini vede esultare le maglie bianche della Roma negli spogliatoi e dice a tutti che la Roma ha vinto
e che è in finale e noi ricominciamo a fa casino un’altra volta. E invece manco per niente: i giocatori della Roma s’erano scambiati le maglie con quelli
del Gornik e… ecco, questo. Questo è tutto…””

[Andrea Cardoni, Tutti romani tutti romanisti. Il romanzo di Cesar Gomez, inedito, grazie a Andrea che mi lascia pubblicare questo estratto]
da Come te sbagli, il post di Paolo Nori del 21 dicembre 2016
http://www.paolonori.it/cometesbagli/