LISTA nr.18

MADRE RUSSIA

“”… Negli anni venti le Solovki erano la capitale della vecchia Russia, dei byvšie, la gente d’altri tempi. I personaggi dei racconti di Cechov si sono ritrovati tutti li. Alle Solovki, insomma, sotto i tetti del monastero-fortezza del cremlino esiste una grande biblioteca, e lì Jurij Cirkov lavorerà per due anni, gomito a gomito con colui che chiama con rispetto “il professor Wangenheim”, responsabile della sezione in lingue straniere.
Pëtr Ivanovic Vejgel’ è un altro degli insegnanti di Jurij, colui che gli insegna il tedesco. Inviato in Unione Sovietica dal Vaticano per riferire sulla situazione dei cattolici, è stato arrestato e condannato per un’incredibile quantità di reati: spionaggio, sabotaggio, propaganda controrivoluzionaria e persino insurrezione armata.
C’è anche
Šio Batmanišvili, un vescovo georgiano che ha tradotto Dante nella sua lingua;
Pavel Florenskij è un pope, è stato arrestato in virtù dell’articolo 58, paragrafo 10 (propaganda antisovietica e controrivoluzionaria). Alle Solovki si occupa di una piccola unità da lui stesso creata per l’estrazione dello iodio dalle alghe.
Ci sono i religiosi, ci sono i musicisti,
Leonid Privalov, uno dei migliori baritoni russi, cantante al teatro Kirov (l’attuale Marijnskij) e all’Opera di Baku,
il pianista Nikolai Vygodski, ex professore al conservatorio di Mosca,
Šcerbovic, primo violino dell’orchestra del Bol’šoj,
c’è l’orchestra zigana diretta dal re degli zigani in persona, Gogo Stanescu, detto anche Trifolo il Mardulako, condannato anche lui in virtù di un ricco “assortimento” di paragrafi dell’articolo 58 (spionaggio per conto della Romania, terrorismo, propaganda antisovietica ecc.).
C’è Les Kurbas, celebre regista ucraino, cacciato nel 1933 dal teatro Berezil (Primavera), da lui fondato a Kiev, con l’accusa di avanguardismo estraneo alle masse.
Ci sono ingegneri e filosofi come
Pavel Ivensen, che sopravvivrà e diventerà molto tempo dopo l’ideatore del razzo Proton, e
Michail Burkov, un amico degli animali colpevole di aver lanciato un pasticcio di carne contro la grossa auto nera di un papavero del Partito che aveva investito un cagnolino, e che non la passerà liscia.
Ci sono i medici, il
professor Ošman di Baku che ha danneggiato inavvertitamente un busto di Stalin,
c’è Grigorij Kotljarevskij, un filologo diventato commissario politico della flotta del mar Nero e che dirige tranquillamente la biblioteca fino al giro di vite del gennaio 1937, quando viene cacciato insieme con Vangengejm, alcuni “latinisti ucraini che recitano Virgilio”,
una “spia” giapponese che funge da barbiere del lager,
un ex ufficiale austriaco, cavaliere emerito, che ha ucciso a colpi di ascia numerosi delinquenti comuni che l’avevano preso di mira,
un comunista tedesco, Hermann Kupferstein, coinvolto nell’omicidio del giovane “martire” del Partito nazista Horst Wessel,
un ex segretario ungherese del Comitato esecutivo del Comintern diventato guardiano del faro delle Solovki.
C’è l’ultimo principe degli Jagelloni, discendente dei granduchi di Lituania e dei re di Polonia e Ungheria, un vecchio calvo, rubizzo, sudicio, vorace, cordiale, che muore di indigestione sul suo pancaccio una sera in cui è riuscito a ottenere tre razioni di pane…””

Liberamente tratto, ridotto e listato da:
Olivier Rolin, Il meteorologo, Bompiani 2016

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