PILLOLA nr.163

INTENSO

“”… “Intenso” è l’aggettivo numero uno che usa chi mi guarda e decifra la mia (inesistente) personalità a partire da questi occhi infossati, che sembra sempre mi abbiano preso a pugni in faccia un attimo prima di entrare in scena. (Parentesi: ci sono nata.)
Il primo è “intenso”. Il secondo è “inquieta”.
Qualcuno li butta lì come sostituti di “femmina”. Chi conosce il mio lavoro (aiuto) arriva a certe conclusioni perché io scrivo che “l’aborto è un diritto, non una scelta”, e almeno una volta ho fantasticato su una macchina per aborti dove lanciare i figli che non volevo. (Somigliava a una pressa industriale. Era grande, nera, metallica.) In più, considero parte di quello che “il mio pubblico” può sapere di me, chiunque sia il pubblico, il fatto che ho smesso di andare a correre in pineta con l’iPod perché vedevo sempre la mia schiena in movimento attraverso gli occhi dell’uomo che stava per tirarmi una bastonata alla nuca, e passavo il resto della corsa a saltare da un brano all’altro, in cerca della canzone migliore da avere in sottofondo mentre ti ammazzano in un bosco. (E la vincitrice è Keep on Loving You dei REO Speedwagon.) Oppure, il fatto che una volta ho mollato un tizio perché gli avevo promesso di prenderlo nel culo in cambio di una bambola con la faccia di Christina Aguilera, e si stava avvicinando l’ora di saldare il conto.
Come dite voi?
Intensa…””

Violetta Bellocchio, Il corpo non dimentica, Mondadori 2014

PILLOLA nr.115

ACARI

“”…Le due specie di acari che vivono sul volto degli umani sono il Demodex Follicolorum e il Demodex Brevis. I primi sono reperibili all’interno dei pori e dei follicoli piliferi mentre la seconda specie si trova maggiormente in profondità all’interno delle ghiandole sebacee (…) Questi acari sono artropodi e come tali i loro parenti più stretti sono i ragni e le zecche. I Demodex hanno otto zampe corte e pelose e il loro corpo è allungato e simile a quello di un verme. La ricerca statunitense ha dimostrato, come avevano già fatto precedenti studi, che circa il 14 per cento delle persone ha acari visibili sul volto, aggiungendo però a questo dato il reperimento di Dna di Demodex su ogni viso esaminato. Questo significherebbe che nessuno ne è immune con una popolazione che può variare da alcune centinaia ad alcune migliaia (…) Inoltre non si sa molto nemmeno del modo in cui si riproducono, mentre è noto che altre specie di acari hanno comportamenti riproduttivi che vanno dall’incesto e al cannibalismo sessuale fino al matricidio e al fratricidio. I Demodex invece hanno abitudini meno estreme e, a quel che sembra, escono dai pori la notte per accoppiarsi e fare poi ritorno al punto di partenza (…) Secondo Megan Thoemmes, a capo della ricerca, l’unica cosa certa riguarda le uova che depongono. Abbiamo filmato una femmina di Demodex che deponeva un uovo (video disponibile su Youtube) sul bordo del poro nel quale viveva. Le loro uova sono molto grandi, da un terzo a metà delle dimensioni del loro corpo e per questa ragione è presumibile che ne depongano una alla volta. Inoltre questi artropodi sono privi di ano, ma ciò non vuol dire che accumulino scorie inutilizzabili all’interno del loro corpo. Pare infatti che per questi animali la morte giunga con una sorta di esplosione con il rilascio sul nostro viso di tutto ciò che non è mai stato digerito…””
dal post Micromostri, acari… di mercoledì 17 febbraio 2016 nel blog di Valdo Vaccaro

PILLOLA nr.114

DONNE

“”…una volta che ti sei lasciata alle spalle il sorriso della portinaia, vale tutto. Vale chi corre più veloce, chi ti spinge, chi ti fa lo sgambetto, chi ti tira i capelli, vale quello che ti si affianca per 200 metri e insiste per venderti una confezione di calzini, vale quello che ti guarda le cosce e fa i versi quando passi. Ti chiedi se li faccia alla moglie, questi versi ridicoli. Certe sere sono tutti l’Uomo Nero e non hai la forza nemmeno di stare vigile per l’ultima mezz’ora di Vietnam che ti separa dalla porta di casa. Finalmente sali sull’autobus strapieno e le donne stanno tutte appese alla borsa come te: la morsa letale dell’ascella sulla cerniera. In tutto il mondo abbiamo il braccio destro muscolosissimo, è un segnale di appartenenza come quello dei motociclisti che si lampeggiano sulla strada..””

Marianna Crasto nel post del 16 gennaio 2016, La società del mutuo soccorso, nel blog, bellissimo, Abbiamo le prove.

PILLOLA nr.113

HARE krishna

“”…Mi fanno l’ecografia e torno su, pensando che gli unici che ho visto felici quanto gli infermieri – e senza nessun motivo apparente – siano gli Hare Krishna. Ballano, cantano, e sorridono, vestiti di teli sgualciti azzurri e arancioni, coi crani pelati in bella mostra. Gli Hare Krishna per le strade di Roma, in mezzo ai turisti e ai ministri, io che mi schiaccio verso il muro per fargli spazio. Gli Hare Krishna volteggiano e battono le mani a tempo. Appena torno a casa faccio una ricerca di Google. Sembrano così felici, forse dovrei diventare una di loro. Sono più noti come Società internazionale per la coscienza di Krishna. Non direi. No droghe (tè compreso), no sesso, no gioco d’azzardo. Ci ripenso. Gli Hare Krishna mi commuovono come i cani ammaestrati sotto i tendoni del circo. Non è un’offesa. I crani, ma direi gli Hare Krishna in genere, mi commuovono come i cani al circo quando fanno il trenino…””

Lucia Brandoli nel post del 30 novembre 2015, A intermittenza, nel blog, bellissimo, Abbiamo le prove

PILLOLA nr.112

RITMO RITMO
a maggior gloria del maestro Mario Canello

“”…Quest’anno invece, invitato dal solito collega di ufficio Fracchia, Fantozzi ha partecipato al «Veglionissimo di San Silvestro con cenone di mezzanotte – Suona l’orchestra del maestro Mario Canello – Canta Pasquale Coppola della radiotelevisione tedesca – Cavalieri (cena compresa) lire 5000, dame 3000». Il tutto alla Unione velocipedistica.(…) La serata era cominciata da 3 minuti, quando il maestro Canello, che aveva un altro impegno in un’altra palestra, disse improvvisamente, in un momento di silenzio: «Mancano 10 minuti alla mezzanotte». Furono distribuiti dai camerieri delle stelle filanti, trombette e i cappellucci di cartone…””

Paolo Villaggio, Fantozzi,Rizzoli editore, Milano 1971

Per chi volesse verificare la versione cinematografica:
Fantozzi Capodanno – YouTube